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FORMAGGIO.IT Il Portale del Formaggio |
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Ente di Controllo |
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Consorzio per la tutela del formaggio Montasio Vicolo Resia ½ - 33030 Codroipo UD Fax +39 0432912052 E-mail: info@formaggiomontasio.net |
CSQA Certificazioni srl Via San Gaetano 74 - 36016 Thiene VI Tel. +39 0445313011 Fax +39 0445313070 E-mail: csqa@csqa.it |
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È
prodotto in Friuli dal 1200 con la stessa semplice ricetta. Le
tecniche di produzione – note fin dall’antichità nei pascoli di
montagna – si diffusero via via lungo le vallate delle Alpi Giulie e
Carniche, per poi arrivare nella pianura friulana e veneta. Una
diffusione favorita anche dalla vicinanza con il Canale del Ferro,
importante strada di comunicazione e di traffici mercantili fin
dall’epoca romana. I documenti storici testimoniano che già nel 1259
nelle malghe del Montasio si contavano oltre 5000 ovini. E una sentenza
del 1473 conferma al Comune di Cavazzo il diritto – “come da antica
consuetudine ”– di far pascolare il bestiame sull’altipiano,
“dietro retribuzione di formaggio ai proprietari dei terreni ”. Ma la
storia parla anche delle infinite contese legate a quei terreni, e delle
lotte per conquistare i capi di bestiame e le zone migliori per il
pascolo. Il
Montasio è un formaggio tipico tutelato ufficialmente fin dal 1955,oggi
anche dal punto di vista delle normative europee. E' questo l'atto
conclusivo di un lungo processo di riconoscimento iniziato proprio nel
1955, quando il Montasio venne incluso solo tra i formaggi a denominazione
tipica per i quali è prescritto un metodo di lavorazione, ma non è
definita una zona di origine. Tale collocazione non poteva che essere
provvisoria, visto il particolare legame esistente tra caratteristiche di
questo formaggio e ambiente di produzione, ma sono occorsi più di
trent'anni perché ciò venisse recepito. Dal 10 marzo 1986 è invece il
decreto del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste che affida, al già
esistente Consorzio per la tutela del Formaggio Montasio, l'incarico di
vigilare sull'applicazione delle norme di produzione e commercializzazione
del prodotto. Tale consorzio è anch'esso di recente costituzione (1984)
e, come scritto nel suo statuto, ha quale fine "definire e tutelare
la produzione e il commercio del formaggio Montasio e l'uso della sua
denominazione; promuovere ogni utile iniziativa intesa a salvaguardarne la
tipicità e le caratteristiche peculiari; propagandarne il consumo,
agevolarne il commercio e l'esportazione". Il
Montasio si può gustare fresco (dopo un periodo che va dai sessanta ai
centoventi giorni di stagionatura), semistagionato (da cinque a dieci mesi
di stagionatura) o vecchio (oltre dodici mesi di stagionatura). Il sapore,
quando il formaggio invecchia, si trasforma. Così, a seconda dei gusti
personali,si può scegliere il grado di
maturazione preferito. Dal gusto di latte delle forme più
“giovani ”, si passa via via ad un sapore più piccante.
Parallelamente, il Montasio, da morbido, diventa friabile. Il
formaggio viene marchiato una prima volta appena prodotto. Una seconda
marchiatura, impressa a fuoco, identifica il prodotto che dopo cento
giorni di maturazione risulta privo di difetti. Su ogni forma di Montasio
viene inoltre indicata la data di produzione,ed un codice identifica il
singolo produttore. La
ricetta, come detto, è quella originale, nata nel 1200 nelle vallate
della Alpi Giulie e Carniche. Il latte, dopo la pastorizzazione, fermenta.
Con il riscaldamento, ad una temperatura di 32/43 gradi, avviene una prima
solidificazione. Utilizzando la “lira”, che prende il nome dallo
strumento musicale caro all ’imperatore Nerone, si ottengono granuli
simili a chicchi di riso. Le
zona di produzione del formaggio Montasio comprende: regione
Friuli Venezia Giulia: tutto il territorio regionale regione
Veneto: l'intero territorio della provincia di Belluno, l'intero
territorio della provincia di Treviso. Per
la provincia di Padova e Venezia il territorio è delimitato come segue:
dall'intersecare della linea di confine della provincia di Treviso con
quella di Padova, si prosegue lungo quest'ultimo fino ad incontrare
l'autostrada Serenissima. Si prosegue lungo questa linea fino al punto
autostradale sul D.P.R.
30.10.55 n. 1269
Riconoscimento
delle denominazioni circa i metodi di lavorazione, caratteristiche
merceologiche e zone di produzione dei formaggi
Montasio
(Vedi
anche D.P.R. 10.3.86)
Formaggio grasso
a pasta dura, cotta, prodotto esclusivamente con latte di vacca. È
salato a secco oppure in salamoia leggera con completamento a secco. Viene
usato da tavola quando la stagionatura ha raggiunto i due mesi e non
superato i cinque, o da grattugia quando la stagionatura ha raggiunto
almeno i dodici mesi.Maturo, presenta le seguenti caratteristiche: forma
cilindrica, a scalzo basso diritto o quasi diritto, con facce piane o
leggermente convesse; peso
medio di una forma: da 5 a 9 kg, con variazioni, in più o in meno, in
rapporto alle condizioni tecniche di produzione; dimensioni:
altezza cm 6-10; diametro cm 30-40, con variazioni, in più o in meno, per
entrambe le caratteristiche, in rapporto alle condizioni tecniche di
produzione; crosta:
liscia, regolare, elastica;pasta: per il formaggio da tavola, compatta,
con leggera occhiatura, di colore naturale leggermente paglierino; per il
formaggio da grattugia, friabile, di colore paglierino, con pochi e
piccolissimi occhi;aroma caratteristico e sapore piccante e
gradevole;grasso sulla sostanza secca: minimo 40%.
D.P.R. 10.3.86
Riconoscimento
della denominazione di origine del formaggio tipico "Montasio"
Art. 1 -
A
modifica di quanto stabilito dall'art. 2 del D.P.R. 30.10.55 n. 1269, la
denominazione del formaggio "Montasio" è riconosciuta come
denominazione di origine e, pertanto, non è più da considerare come
"tipica".
Art. 2 -
La
zona di produzione del formaggio a denominazione d'origine "Montasio"
comprende:regione autonoma Friuli-Venezia Giulia: l'intero territorio;
regione Veneto: provincia di Belluno, l'intero territorio; regione Veneto:
provincia di Treviso: l'intero territorio ;regione Veneto: province
di Padova e di Venezia: il territorio è delimitato come
segue:"dall'intersecare della linea di confine della provincia di
Treviso con quella di Padova, si prosegue lungo quest'ultima fino ad
incontrare l'autostrada Serenissima. Si prosegue lungo questa linea fino
al ponte autostradale sul fiume Brenta e quindi lungo detto fiume fino
alla foce". |
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