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La mozzarella è un formaggio derivante da una consolidata tecnologia di caseificazione di pasta filata fresca, patrimonio storico della filiera lattiero-casearia italiana. Nella sua tipologia più tradizionale, oggetto del presente disciplinare, il prodotto deve essere ottenuto a partire da latte intero che arriva crudo allo stabilimento, eventualmente regolato solo per quanto concerne il contenuto di materia grassa; elemento qualificante è il lattoinnesto naturale, che deve essere preparato con latte proveniente dalla zona di raccolta dello stabilimento di produzione del formaggio e utilizzato in loco. Esso consiste in una coltura di batteri lattici, caratterizzati da termoresistenza, rapidità di sviluppo e di acidificazione, che si ottiene per arricchimento selettivo della microflora lattica naturalmente presente nel latte crudo, di cui rispecchia la qualità microbiologica di partenza. Un lattoinnesto naturale correttamente preparato è solitamente costituito da una miscela indefinita di ceppi di Streptococcus thermophilus, cui possono accompagnarsi enterococchi e batteri lattici termodurici. L'insieme di questa flora lattica contribuisce a determinare le caratteristiche finali del prodotto. Descrizione del prodotto: La mozzarella di tipologia tradizionale è un formaggio fresco a pasta filata, molle (secondo la definizione del Codex Alimentarius), a fermentazione lattica. La sua forma (vedi le figure allegate) può essere sferoidale (con peso da 20 a 250 g), eventualmente con testina, o a treccia (con peso da 125 a 250 g). La mozzarella di tipologia tradizionale viene confezionata in involucro protettivo e commercializzata in contatto con un liquido di governo, costituito da acqua con eventuale aggiunta di sale, a contatto diretto se l'involucro è ermetico, per diffusione se l'involucro è forato o permeabile. Caratteristiche organolettiche: Aspetto: - crosta assente, presenza di una pelle di consistenza tenera; - superficie liscia e lucente, omogenea, di colore bianco latte; - pasta di struttura tipicamente fibrosa, più pronunciata all'origine, a foglie sovrapposte che rilascia al taglio e per leggera compressione liquido lattiginoso. La pasta può talora presentare dei distacchi in cui si accumula detto liquido; - occhiature assenti; - colore bianco latte, omogeneo, esente da chiazze e striature. Consistenza: morbida e leggermente elastica. Sapore: caratteristico, sapido, fresco, delicatamente acidulo. Odore: caratteristico, fragrante, delicato, di latte lievemente acidulo. Caratteristiche chimiche: - grasso sulla sostanza secca: minimo 44% (m/m); - umidità: per la forma sferoidale 58-66% (m/m); per la forma a treccia 56/62% (m/m); - umidità sul non grasso: 69-80% (m/m); - attività fosfatasica non maggiore di 12 lg di fenolo per grammo di formaggio; - pH della pasta: 5,1-5,6; - acido L(+) lattico: maggiore di 0,2% (m/m) su campioni analizzati entro 3 giorni dalla data di produzione; - cloruro di sodio (NaCl) non maggiore dell'1% (m/m); - furosina: massimo 10 mg su 100 g di sostanza proteica. Caratteristiche microbiologiche: Microflora caratteristica, resistente alle condizioni di filatura, in quantità non inferiore a 107 ufc/g su campioni analizzati entro 3 giorni dalla data di produzione. Conservazione: Il prodotto va conservato ad una temperatura compresa tra 0 ¾C e +4 ¾C. La temperatura massima di conservazione va indicata in etichetta così come la data di scadenza espressa con la dizione "da consumare entro . . ." completata da giorno e mese. Metodo specifico di produzione o di lavorazione: Comprende esclusivamente le seguenti fasi, da realizzarsi in ciclo continuo nello stesso stabilimento: - eventuale prematurazione esclusivamente con lattoinnesto naturale - pastorizzazione del latte con un trattamento minimo di 71,7 ¾C per 15 s o di effetto equivalente; - inoculo del latte con lattoinnesto naturale; - aggiunta di caglio bovino liquido, con attività di pepsina compresa tra 20 e 30%; - coagulazione presamica a 35-39 ¾C; - taglio, rottura e dissieramento della cagliata; - maturazione lattica della cagliata fino ad un pH 5,0-5,4; - taglio in pezzi della pasta matura; - filatura (operazione termomeccanica di riscaldamento della pasta con acqua calda, eventualmente addizionata di sale, con temperatura finale della pasta tra 58 e 65 ¾C); - formatura a caldo della pasta; - rassodamento in acqua fredda eventualmente addizionata di sale; - confezionamento. Preparazione del lattoinnesto naturale: Primo lattoinnesto - trattamento termico del latte crudo non refrigerato, a temperatura non minore di +63 ¾C per un tempo minimo di 15 min (o combinazioni tempo/temperatura di effetto minimo equivalente); - raffreddamento alla temperatura di incubazione (t = 42-50 ¾C); - incubazione sino ad acidità pari a 14-24 ¾SH su 100 ml; - raffreddamento ad una temperatura minore di + 8 ¾C; - conservazione in regime di refrigerazione a temperatura non maggiore di + 4 ¾C. Lattoinnesti successivi - inoculo del latte crudo che può essere anche refrigerato con un minimo del 4 % di lattoinnesto precedente; - trattamento termico come per il primo lattoinnesto; - raffreddamento alla temperatura di incubazione (t = 42-50 ¾C); - incubazione sino ad acidità pari a 14-24 ¾SH su 100 ml; - raffreddamento ad una temperatura minore di +8 ¾C; - conservazione in regime di refrigerazione ad una temperatura non maggiore di + 4 ¾C. Lattoinnesto pronto per l'uso Il lattoinnesto pronto per l'uso deve: - avere un'acidità compresa tra 16 e 30 ¾SH su 100 ml; - avere un contenuto minimo di streptococchi termofili di 108 ufc (*)/ml; - avere un'attività fosfatasica negativa; - essere utilizzato in produzione entro 3 giorni dalla sua preparazione. |
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