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FORMAGGIO.IT Il Portale del Formaggio |
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Spressa delle Giudicarie |
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| Associazione Produttori |
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Ente di Controllo |
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Associazione per la richiesta della registrazione della DOP per il formaggio "Spressa delle Giudicarie". Via
P. Gnesotti, 2
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Agenzia per la Garanzia della Qualità in Agricoltura - AQA Via
E. Mach, 2 |
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La Spressa è un formaggio prodotto con latte vaccino crudo ottenuto da vacche di razza Rendena (autoctona), Bruna, Grigio Alpina, Frisona e Pezzata Rossa Descrizione Presenta una forma cilindrica, a scalzo basso, leggermente convesso o piano, con facce piane o leggermente ondulate; misura 30-35 cm di diametro, 8-11 cm di altezza dello scalzo e il suo peso si aggira sui 7-10 kg. La crosta si presenta irregolare, elastica, di color grigio brunato o ocra scuro. La pasta può essere semicotta, semidura, compatta ed elastica (caratteristica quest'ultima più accentuata per il prodotto giovane), con occhiatura sparsa di piccola o media grandezza, di colore bianco o paglierino chiaro Caratteristiche Il sapore è dolce, nel caso di prodotto giovane, saporito, più o meno accentuato per il prodotto stagionato, con un appena percettibile sapore amarognolo. L’odore e l’aroma sono quelli caratteristici dei formaggi di montagna, più decisi e marcati per il prodotto stagionato La
Spressa delle Giudicarie è uno dei più antichi formaggi della montagna
alpina, frutto della tradizione casearia contadina che prevede la
lavorazione casalinga del latte presso gli allevamenti del fondovalle, i
fienili e i masi di montagna. La spressa è un formaggio che va mangiato piuttosto giovane. Il suo sapore si sposa particolarmente bene alle altre specialità tipiche trentine come la polenta. Non a caso uno dei piatti tradizionali delle Valli Giudicarie è la polenta detta “carbonera” che vede tra gli ingredienti fondamentali proprio la spressa che va tagliata a listelli e amalgamata assieme a tutto il resto. La Spressa deve essere conservata in luogo fresco o nel ripiano meno freddo del frigorifero, avvolto nella carta d’acquisto e chiuso in contenitori di plastica o vetro in modo da mantenere inalterati sapore e freschezza. Il latte crudo, parzialmente scremato per
affioramento naturale, viene riscaldato in caldaia ed addizionato con
caglio di origine bovina. La coagulazione, per la quale occorrono dai 20
ai 50 minuti, si ottiene alla temperatura di 35 °C \pm 2 °C; dopo aver
operato il taglio della cagliata quando i suoi componenti hanno raggiunto
la dimensione di chicchi di riso, la massa viene sottoposta ad una
semicottura alla temperatura di 42 °C\pm 2 °C, con agitazione continua.
Dopo la sosta sotto siero che si protrae fino ad un massimo di 65minuti,
la cagliata viene estratta e posta nelle apposite fascere marchianti.
Trascorse 24 ore, la forma viene sottoposta a salatura, a secco o in
salamoia, con un trattamento che varia da 8 a 12 giorni. Quindi ha inizio
il processo di stagionatura in appositi locali con temperatura compresa
tra 10° C e 20° C, e con umidità variabile da un minimo di 80% ad un
massimo del 90%. |
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