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Salato morbido friulano |
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Il formaggio salato appartiene ad una
antichissima tradizione produttiva sviluppatasi in epoca remota su
entrambe le falde dei crinali che dividono la Val Tagliamento e l'Alta
Val d'Arzino. La storia non ufficiale dei traffici commerciali documenta
con certezza le attenzioni secolari dei commercianti veneti, sicuri
estimatori del prodotto. Per una popolazione di montagna, impegnata nel
conflitto della sopravvivenza in un ambiente non ostile ma aspro e poco
ricettivo, la possibilità di conservare il cibo 'formaggio' a lungo nel
tempo è stata una autentica ragione di vita. Il radicamento vitale del
sistema lattiero caseario in Carnia ha consentito che la tradizione
orale non conoscesse soluzione di continuità, garantendo una seppure
limitata continuità produttiva.
Per la preparazione del formaggio
salato viene utilizzato latte bovino lavorato entro 24 ore dalla
consegna al caseificio. Il riscaldamento del latte è effettuato in
caldaia fino al raggiungimento dell'acidità opportuna. Con l'aggiunta
del caglio, si ottiene la coagulazione del latte, la cui durata è
variabile in relazione all'acidità. A coaugulazione effettuata, si
procede alla rottura della cagliata e alla cottura, mantenendo in
movimento il coaugulo. Durante la cottura non viene effettuata la
spinatura fuori fuoco; al termine della cottura, amalgamatasi la massa
caseosa al fondo della caldaia, viene estratta la cagliata. Con ogni
singola estrazione si ottengono le singole forme. La massa caseosa
derivata dalla pescata di cagliata viene conformata mediante l'uso di
fasciare e non viene pressata. La salamoia - in gergo 'salina' - viene
conservata, in mastelli di larice, in appositi locali all'interno dei
caseifici, a temperature non superiori ai 14°C al momento dell'immersione
delle forme e per i 40 giorni successivi all'inizio del procedimento.
Nei medesimi locali l'umidità, per l'intero processo di lavorazione, si
mantiene nell'intervallo variabile tra l'80 e l'85%. La salamoia è
derivata da un composto - detto 'madre' - costituito da una miscela di
acqua, sale, panna d'affioramento e latte, in percentuali variabili in
relazione all'originale momento della sua formazione. La massa liquida
della salamoia viene almeno ogni due giorni agitata con un
mestolo-bastone, per assicurare l'ossigenazione e mantenere l'omogeneità
anche superficiale del composto. Le forme vengono mantenute in salamoia
per un periodo non inferiore ai 60 giorni, computati dall'inizio della
lavorazione del latte, e non superiore ai 120 giorni. Le mastelle di
legno utilizzate per contenere le salamoie consentono la regolare
conservazione degli equilibri biochimici importanti per la
caratterizzazione sensoriale del prodotto. Il formaggio salato è un
formaggio a pasta dura, ma più morbida del cosiddetto 'latteria', con
occhiatura di dimensioni variabili, di colore dal bianco al giallo molto
chiaro, privo di fessurazioni. La crosta si presenta liscia o
leggermente rugosa, elastica, di colore più scuro rispetto alla pasta.
Le forme sono cilindriche, di peso unitario variabile tra 5,5 e 6,5 kg,
diametro tra i 35/50 cm e scalzo tra 8/12 cm. Ha un aroma caratteristico
ed intenso. Il gusto, tipico della lavorazione, è marcatamente 'salato'.
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