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Caciotta calabra |
Prodotto
con latte vaccino intero,
crudo.
E’
un formaggio a pasta filata, peso da kg 2 a kg 3; forma ovoidale. La
crosta è dura, rugosa e lucida, di colore bianco avorio. La pasta, se a
lungo stagionata è friabile, scagliosa, di colore giallo oro; il sapore
è dolce e burroso a media stagionatura, pronunciatamene piccante e salato
a stagionatura avanzata.
Il
latte, vaccino e caprino, previa filtrazione, è immesso nella caldaia,
portato alla temperatura di 25–30 °C ed aggiunto il caglio in pasta di
capretto. A coagulazione avvenuta, si procede alla rottura del coagulo per
mezzo dello spino, fino a ridurlo in granuli della grandezza di una
nocciola; si fa sostare per qualche minuto, indi si procede alla raccolta
manuale del coagulo che è posto su un tavolo inclinato per spurgare del
siero in eccesso e per farlo maturare. La fermentazione della cagliata
avviene quindi a temperatura ambiente, e si protrae per 4 -10 ore, in
relazione alla temperatura esterna. Per conoscere se la pasta è matura,
ovvero, se è in grado di essere lavorata (filata), si fanno
successivamente, a brevi intervalli, degli assaggi, prendendone un
pezzetto, immergendolo nell’acqua quasi bollente (circa
85 °C) e provando se esso si allunga in fibre elastiche
(filatura). Allorquando la cagliata ha raggiunto il giusto grado di
maturazione, si procede al taglio della stessa in piccole strisce che sono
immesse in un recipiente con acqua calda (circa 85 °C), agitate fin
quando si raggiunge la filatura del tutto. Raggiunto l’optimum di
filatura si procede alla lavorazione della massa, creando in principio un
grosso cordone, che, ripiegato su sé stesso, va a realizzare, con
manualità particolare, la tipica forma ovoidale. La chiusura della pasta
si esegue immergendo la pasta per un istante nell’acqua bollente, mentre
con il pollice e l’indice si completa l’operazione. Le forme così
plasmate, s’immergono dapprima in acqua fredda, e dopo qualche minuto in
salamoia al 20-25 %. Tolte dalla salamoia le forme sono legate a coppie,
con legacci in giunco o rafia, sospese
su delle pertiche, al fine di ottenere la stagionatura.
La
stagionatura varia da
2-3 giorni a qualche mese, in appropriato ambiente fresco ed aerato.
Prodotto tutto l’anno nel versante del basso Ionio reggino dell’Aspromonte, ed in particolare nei comuni di Ciminà e Antonimina della provincia di Reggio Calabria. |
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